12 Luoghi da vedere in provincia di Latina

I posti più belli da vedere in provincia di Latina
Se la storia, la natura e la scoperta di nuove destinazioni sono le vostre passioni, la provincia di Latina vi riserverà numerose sorprese. Tra le sue coste mozzafiato, le maestose montagne, i siti archeologici e i luoghi di culto, abbiamo selezionato i 12 luoghi imperdibili da visitare in questa suggestiva provincia. Siete pronti a partire alla scoperta di tesori nascosti e panorami incantevoli?
  • Giardino di Ninfa
  • Eremo di San Michele Arcangelo
  • Tempio di Giove Anxur
  • Montagna spaccata
  • Sperlonga
  • Ventotene
  • Ponza-Palmarola
  • Torre Paola e Monte Circeo
  • Sermoneta
  • Castello di Itri
  • Norba antica
  • Monte Semprevisa

Da graziosi borghi tra i più belli d'Italia, passando per il fascino di castelli e giardini, fino ad arrivare alle meraviglie naturali di spiagge e montagne, la provincia di Latina offre tantissime possibilità per gite fuori porta, escursioni e trekking. 

Se vuoi scoprire alcuni di questi luoghi insieme a noi, ogni weekend organizziamo delle escursioni guidate insieme alla community. Visita la sezione "Trekking" per scoprire i prossimi appuntamenti. 

Giardino di Ninfa

Un luogo magico, considerato come uno dei giardini più belli del mondo. La natura sprigiona tutta la sua bellezza e i suoi colori, unendosi perfettamente con le rovine di epoca romana. Siamo a Cisterna di Latina, all’interno di un’oasi di più di 8 ettari che comprende anche il fiume Ninfa e l’omonimo specchio d’acqua. Il nome deriva dalle Ninfe Neiadi, in particolare dal tempio a loro dedicato che possiamo ancora osservare in un isolotto sul lago. Ninfa fu infatti costruita sotto l’Impero Romano e ancora oggi possiamo osservare i resti di queste costruzioni all’interno del giardino. Nel corso degli anni la zona fu abbandonata, diventando invivibile e paludosa. All’inizio del ‘900 le donne della famiglia Catanei cominciarono a piantare alberi e fiori accanto alle antiche mura. Con il tempo tutta l’area si ritinse di verde, trasformandosi nell’oasi naturale che conosciamo oggi.

Gita al Giardino di Ninfa

Foto di @giulia_resci

Eremo di San Michele Arcangelo

L’Eremo di San Michele Arcangelo è una piccola chiesa, ma molto suggestiva, incastonata a 1220 metri di altitudine sul Monte Altino. Fu costruita nell’830 per custodire la statua dell’arcangelo, ma solo nel 1893 ha assunto l’aspetto gotico con cui la vediamo adesso. La leggenda narra di come la stessa statua scelse questo luogo come nuova casa. In principio era custodita lungo il litorale di Gianola ed essendo infastidita dal linguaggio scurrile dei marinai si spostò fino ad arrivare sul monte, nel territorio di Manarola sui Monti Aurunci. Ora d’estate si trova qui per proteggere i pastori, mentre in inverno viene portata nella Chiesa dell’Annunziata, a Formia. Il percorso di trekking per raggiungere l’eremo è spettacolare e salendo la montagna potrete godervi dei panorami davvero unici. Ma non fermatevi qui. Proseguendo l'escursione si può arrivare fino alla cima del Redentore e godersi una visuale splendida sul golfo di Gaeta.

Trekking all'Eremo di San Michele Arcangelo

Foto di @lucabalzerani

Tempio di Giove Anxur

Il tempio di Giove Anxur si erge dai 227 metri del Monte Sant’Angelo su tutta la città di Terracina. È considerato come il suo simbolo ed elemento imprescindibile per ogni foto o cartolina. Ci troviamo sulla punta dei Monti Ausoni che proprio qui toccano per la prima ed unica volta il mare. Questo può già far intuire l’importanza che ha avuto quest’area nel corso dei secoli, fin dall’epoca repubblicana romana. La sua storia, infatti, comincia fin dal I secolo a.C. I romani in quel periodo costruirono numerosi di questi edifici in punti strategici e in posizioni dominanti sopra i loro territori. Il complesso monumentale è arrivato ai giorni nostri in buone condizioni. È composto da tre terrazze. In quella superiore troviamo il campo trincerato, la vecchia zona militare, mentre nelle altre due troviamo rispettivamente due templi. Salire qui ed osservare il mare ha davvero un sapore speciale.

Tempio di Giove Anxur a Terracina

Foto di @nunzialollo.ph

Montagna Spaccata di Gaeta

Una grotta, un santuario e panorami mozzafiato. Tra i luoghi più particolari della provincia c’è sicuramente la Montagna Spaccata di Gaeta. Questo luogo, avvolto da misteriose leggende, racchiude tante piccole tappe da non perdere. In cima al promontorio di Monte Orlando troviamo il Santuario della SS. Trinità, fondato nel 930 dai Padri Benedettini. A seguito di un terremoto nel 1434, un grande masso si staccò dalla parete rocciosa, andando a incastrarsi tra le due insenature. Sopra di questo venne creata una piccola cappella nelle viscere della montagna, da cui si può godere di una visuale davvero insolita. Dal santuario possiamo percorrere i 300 gradi che portano all’incantevole Grotta del Turco. Queste insenature erano tra i nascondigli preferiti dei pirati saraceni. Leggenda vuole che uno di questi lasciò impressa nella roccia la sua impronta (che possiamo osservare), mentre si dichiarava incredule al cristianesimo.

Gita alla Montagna Spaccata di Gaeta

Foto di @lifeiswow

Sperlonga

Uno dei borghi più belli d’Italia, circondato da acque limpide e sabbia finissima. Uno spettacolo per chi ama il mare, ma non solo. Tra le spiagge simbolo della zona c’è quella chiamata Spiaggia dell’Angolo. Si estende dalla caratteristica Torre Truglia fino alla grotta di Tiberio, una volta teatro di feste e spettacoli. Deve essere rimasto affascinato da questi paesaggi anche l’Imperatore romano, visto che nel I secolo d.C. aveva deciso di costruire qui la sua residenza estiva, di cui ancora oggi possiamo osservarne le rovine. La famosa torre è stata per anni il punto di avvistamento per difendersi dalle invasioni nemiche. Dopo essere stata ricostruita numerose volte è diventata uno dei simboli di Sperlonga, spiccando dall’alto sul suo promontorio. Arrivare al mare passando per le viuzze del borgo è un’esperienza imperdibile. Le stradine vi accompagneranno fino alle dune della spiaggia, tra casette bianche e piccole botteghe artigiane.

Gita al borgo di Sperlonga

Foto di @peige.jones

Ventotene

Ventotene si è formata dalla parte emersa di un vulcano che si eleva dal fondale per ben 700 metri. È situata nella parte meridionale dell’arcipelago Ponziano, molto vicina alle isole Flegree della Campania. Per la sua natura, le spiagge di Ventotene sono scure e le acque di un blu intenso. Insieme a Ponza è l’unica abitata stabilmente tutto l’anno. Nonostante questo, però, Ventotene appare molto più selvaggia, meno frenetica e affollata. Il porto romano, scavato nel tufo più di 2000 anni fa, accoglie i visitatori portandoli nel coloratissimo paesino. Oltre a godersi il mare tra relax ed escursioni, a Ventotene si possono visitare anche le rovine di Villa Giulia con le sue terme, fatta costruire da Ottaviano Augusto sul promontorio di Punta Eolo.

Gita all'Isola di Ventotene

Foto di @iotepossocantanacanzone

Ponza e Palmarola

Con i suoi 41 km di costa frastagliata, tra cale e faraglioni, Ponza è la portabandiera delle isole al largo della provincia. Isole Ponziane per l’appunto, che prendono il nome dalla più grande e frequentata meta dell’arcipelago. Abitata fin dai tempi dei romani, molti turisti si riversano qui per ammirare tutto il suo splendore e immergersi nella sua vita notturna. Il modo migliore per poterla apprezzare a pieno è quello di girarla in barca, visto che molte calette e insenature non possono essere raggiunte via terra. Chiaia di Luna e Cala Feola sono solo alcune delle meraviglie che nasconde l’isola, ma ne troverete altrettante in ogni angolo. Da Ponza si può raggiungere facilmente in barca Palmarola, la sorellina più spoglia e selvaggia, ma altrettanto bella grazie alle sue grotte e calette. Senza porti ed abitazioni, l’unico servizio sull’isola è lo storico ristorante “O’ Francese”.

Spiagge Isola di Ponza e Palmarola

Foto di @monikkamancini

Torre Paola e Monte Circeo

Un lembo di dune e sabbia dorata divide i laghi costieri dal mare, con lo scenario della Torre Paola e il Promontorio del Circeo che si affacciano sul Tirreno. È una delle zone più conosciute di Sabaudia, grazie alla natura che la circonda e agli impianti storici che ogni anno sono meta prediletta di turisti e non. Marchio inconfondibile è la Torre Paola, eretta nel Cinquecento come sistema difensivo alla foce dell’emissario del Lago di Paola. Proprio il canale divide la costa in due parti: una più piccola, principalmente di sassi, situata sotto la torre, l’altra è il tratto di spiaggia dominato dalla sabbia, ampia e che si estende a perdita d’occhio fino a Nettuno. Gli amanti delle escursioni non possono perdere il sentiero che conduce fino al Monte Circeo, al Picco di Circe. Seppur a quote basse (siamo intorno ai 500 metri) il trekking non sarà dei più semplici ma il panorama che vi regalerete all’arrivo sarà indimenticabile.

Escursione al Monte Circeo

Foto di @_travelcuriosity_

Sermoneta

Il borgo medievale di Sermoneta è uno dei meglio conservati dell’intera regione e sicuramente fra i più belli d’Italia. Lo troviamo a due passi dai Monti Lepini, avvolto in un’atmosfera unica. Strade strette, scalinate e casette in pietra calcarea rendono ancora più affascinante perdersi per i vicoli del centro storico. Se decidete di visitarlo non perdete l’occasione di ammirare il maestoso Castello Caetani, risalente al XIII secolo. L’antica roccaforte è stata per molti anni l’emblema del potere di questa famiglia, la più influente nella storia di Sermoneta. Il castello è ancora in ottime condizioni e possiamo ammirarne le imponenti mura di cinta, così come gli splendidi interni delle sale.

Gita al borgo di Sermoneta

Foto di @donatella_luce63

Castello di Itri

Il Castello di Itri è una maestosa fortezza medievale situata sul colle Sant’Angelo, nella zona più elevata del borgo. È un classico esempio di struttura difensiva. La sua posizione strategica, con una visuale perfetta sulla via Appia, è stata sfruttata per anni per limitare le invasioni dei longobardi e comunicarle in tempo alla vicina Gaeta. Osservandolo si può notare come non appaia una struttura uniforme. Infatti, il castello è stato costruito partendo da una torre e aggiungendo, in momenti diversi, le parti che si ritenevano necessarie. Ogni torre è diversa dall’altra. Una di queste è chiamata “Torre del coccodrillo” perché si pensava che all’interno ci fosse proprio un coccodrillo che mangiava i condannati a morte. Tutto intorno al castello si sviluppa il bellissimo borgo di Itri, con il suo stile medievale, piccole vie e chiese graziose.

Gita al castello di Itri

Foto di @angelafulco

Norba Antica

L’antica città romana svetta dai Monti Lepini su tutta la Pianura Pontina fin dal V secolo a.C. Una storia però breve, visto che le ultime testimonianze risalgono all’81 a.C. quando le truppe di Silla assediarono la città. Gli abitanti, pur di non lasciare nessuno bottino al nemico, diedero fuoco alle loro case, lasciando per sempre disabitata Norba. Ora qui sorge un parco archeologico dove possiamo ammirare tante importanti rovine. L’ingresso principale è quello della Porta Maggiore, la più monumentale rispetto alle altre, situate in punti strategici. Il colpo d’occhio più grande viene dato dalle grandi mura ciclopiche, alte fino a 15 metri. Passeggiando tra le stradine possiamo ancora osservare tutte le varie aree cittadine: il foro, le due acropoli, le terme. Per gli appassionati di archeologia o semplicemente per chi è affascinato dalla storia intorno a questa città perduta, Norba Antica è una tappa imperdibile.

Escursione alla scoperta di Norba Antica

Foto di @ambassadorpontino

Monte Semprevisa

Con i suoi 1536 metri il Monte Semprevisa regala panorami mozzafiato sia sull’Appenino abruzzese che sull’Agro Pontino. È la cima più alta dei Monti Lepini, a cavallo con la provincia di Roma. Un’ottima meta per immergersi nella natura, tra boschi di felci, faggi e per osservare da vicino le cavità nella roccia calcarea. L’Abisso Consolini e l’inghiottitoio dell’Erdigheta sono due degli esempi più lampanti dell’attività del carsismo in quest’area, un fenomeno che ha creato strutture affascinanti come grotte e gole che raggiungono anche grandi profondità. Per chi sceglie di fare un’escursione sul Monte Semprevisa il consiglio è quello di partire da Bassiano o da Pian della Faggetta. I percorsi di trekking sulle sue vette sono di difficoltà media.

Escursione sul Monte Semprevisa

Foto di @claudiosas

 

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