9 Luoghi da scoprire a Roma - Parte 2

9 Luoghi da scoprire a Roma - Parte 2 - Discover Experience

Come abbiamo visto già visto i luoghi insoliti di Roma sono tanti. Talmente tanti che racchiuderli tutti in una sola guida sarebbe stato impossibile. Abbiamo pensato che sarebbe stato meglio consigliarne altri e racchiuderli in una seconda parte. Ecco altri 9 posti da scoprire di Roma, fuori dai giri turistici ma che valgono sicuramente la pena di essere visitati. Se l'hai persa, qui trovi la prima parte della guida. 

  • Chiesa del Sacro cuore del Suffragio (Piccolo Duomo)
  • La passeggiata del Gelsomino 
  • Cripta dei Cappuccini 
  • Biblioteca Angelica
  • Street art Tor Marancia
  • Piccola Londra
  • Galleria prospettica del Borromini
  • Chiesa di Santa Maria in Via (piccola Lourdes)
  • Porta alchemica di piazza Vittorio

 

Chiesa del Sacro cuore del Suffragio (Piccolo Duomo)

Chiamato dai romani anche “piccolo Duomo” per la somiglianza con il celebre simbolo di Milano, in molti passandoci davanti avranno notato la sua singolarità rispetto al resto dell’architettura circostante. Situata sul Lungotevere Prati, la chiesa del Sacro Cuore del Suffragio o chiesa del Sacro Cuore di Gesù in Prati, è opera dell'ingegnere Giuseppe Gualandi, il quale ha ideato la sua caratteristica facciata neogotica. Basta entrare qui per passare immediatamente dal caos all’atmosfera di una tipica chiesa francese del XIV secolo. Le navate, gli archi, le volte, accompagnati dal rosso del pavimento del marco di Verona e dai giochi di luce creati dalle sue vetrate.

La struttura ospita anche un museo unico nel suo genere, quello dedicato alle Anime del Purgatorio, voluto dal sacerdote Victor Juet, a seguito di un episodio che fonde leggenda e realtà. Nel 1897 la chiesa fu colpita da un incendio durante una cerimonia. I fedeli presenti raccontarono che apparve l’immagine di un volto tra le fiamme, immagine che rimase impressa su di una parete e di cui ancora oggi si può osservare la fotografia. Juet allora decise di studiare e raccogliere ogni testimonianza riguardante le anime del Purgatorio per custodirle in questo luogo. 


La passeggiata del Gelsomino 

A Roma siamo abituati a vedere il “cupolone” da ogni prospettiva e angolo della città. Ma non tutti conoscono la passeggiata del Gelsomino, uno scorcio insolito e romantico da dove poter ammirare San Pietro. Si può raggiungere partendo proprio dalla stazione ferroviaria San Pietro, percorrere il binario 1 come per voler prendere il treno ma girare subito a destra. Qui troviamo un’altra piccola ferrovia, di appena un chilometro e con solo un binario. Costruita nel 1929, era il collegamento tra lo Stato Pontificio e il Regno d'Italia, ridimensionata poi nel Giubileo del 2000, dopo il quale rimase solo un binario. Al posto dell’altro venne creato questo viale, adesso chiamato passeggiata del Gelsomino.

Il suo nome deriva da due motivi. Il primo è che questo viale si affaccia su quella che veniva chiamata la Valle del Gelsomino, fra il Vaticano e il Gianicolo. Il secondo è che con le temperature più calde, lungo tutto il percorso è possibile ammirare la fioritura di questi fiori bianchi e profumatissimi. 


Cripta dei Cappuccini 

In via Veneto, nei pressi di piazza Barberini, si nasconde una piccola cripta che racchiude al suo interno arte, storia e…ossa. Qui un tempo sorgeva il convento cappuccino voluto da Papa Urbano VIII nei primi anni del ‘600, demolito poi per costruire proprio via Veneto dopo l’Unità d’Italia. La chiesa e i suoi ambienti sottostanti vennero però risparmiati. Parliamo della Chiesa di Santa Maria Immacolata, del museo dei cappuccini e la sua cripta.

Il museo è il modo perfetto per conoscere secoli e secoli di storia di questo ordine particolare. Andando avanti, nella cripta sono racchiuse le ossa di oltre 4000 frati cappuccini, raccolte tra il 1528 e il 1870 nei pressi della chiesa di Santa Croce e San Bonaventura dei Lucchesi, vicino al Quirinale, dove un tempo si trovava il cimitero dell’ordine. Le ossa non sono semplicemente raccolte, ma esposte in una serie di composizioni legate principalmente alla simbologia cristiana ed alla spiritualità.

Nonostante la sua immagine lugubre questa cripta nasce con l’intenzione di esorcizzare la morte ed esaltare invece l’anima. Non è un luogo adatto alle persone più sensibili, vista la presenza di ossa umane, ma può trasmettere emozioni profonde per chi decidesse di visitarlo. 


Biblioteca Angelica 

La più antica biblioteca pubblica di Roma e tra le prime aperte al pubblico in Europa. È la Biblioteca Angelica in piazza Sant’Agostino, vicino piazza Navona. La sua storia comincia nel 1604 quando Angelo Rocca, vescovo agostiniano, decide di affidare la sua collezione di libri e manoscritti, di più di 20 mila volumi, ai frati di Roma del suo ordine. La cosa insolita per l’epoca è che il vescovo prescrive l’apertura a tutti, mettendo il sapere custodito nella biblioteca al servizio di studiosi e appassionati.

Nel corso degli anni la collezione viene ampliata tramite donazioni e acquisizioni. Decisamente importante quella dei libri custoditi dal cardinale Domenico Passionei perché, oltre ad arricchirne il patrimonio, dona una direzione ben specifica alla Biblioteca Angelica. Grazie a quei volumi ancora oggi questo luogo è il punto di riferimento per chi volesse approfondire la storia della Riforma protestante e della controriforma cattolica, oltre al pensiero di Sant’Agostino. La biblioteca attualmente conserva circa 120 mila volumi e una visita al suo interno vi farà fare un viaggio nel passato. L’atmosfera che si respira all’interno è magica e non potete rimanere delusi dal colpo d’occhio che regala. 


Street art Tor Marancia

Museo condominiale, distretto artistico: sono alcuni dei tanti nomi con cui vengono chiamati i coloratissimi palazzi di Tor Marancia. Il quartiere è stato al centro del progetto di riqualificazione “Big City Life”, realizzato da 999Contemporary, che ne ha completamente cambiato il look. 22 artisti provenienti da 10 paesi del mondo hanno dipinto e creato le loro opere sulle facciate di 11 palazzine di Tor Marancia.

Il risultato è proprio quello di un museo a cielo aperto, in cui tutti possono godere liberamente di queste creazioni. Ogni opera ha un significato, ogni artista ha cercato di trasmettere la storia di quei palazzi al loro esterno. L’impatto visivo è incredibile. Il progetto ha avuto il merito di coinvolgere gli abitanti della zona e rendere il quartiere anche un’attrazione per turisti e appassionati di street art. 

 

Piccola Londra

Passeggiando per il quartiere Flaminio vi potreste trovare inaspettatamente in un angolo di Londra. Precisamente in via Bernardo Celentano, una piccola stradina privata di 200 metri, tra viale del Vignola e via Flaminia. Le villette a schiera qui sono modellate in pieno stile britannico. Ingressi privati con scalette che conducono direttamente al portone, cortili privati e facciate variopinte. I sampietrini sono l’unico elemento che ci fa tornare in mente di essere a Roma.

Ma perché questa zona ha un aspetto così diverso dal resto della capitale? Tutto nasce nel 1909, con il sindaco anglo-italiano Ernesto Nathan e il suo piano regolatore. Per avvicinare Roma alle grandi città europee aveva dato indicazione di costruire in alcune zone nuovi quartieri, che però dovevano sottostare ad alcuni parametri, come la dimensione e l’altezza delle case. L’architetto incaricato era Quadrio Pirani ed il risultato è quello che possiamo ammirare oggi. Essendo una strada privata è delimitata da due cancelli che potreste trovare chiusi. Anche da fuori si può comunque scorgere la particolarità di questa strada ma per farlo ricordatevi di non disturbare i residenti. Vale sicuramente un’occhiata se vi trovate in zona.


Galleria prospettica del Borromini

Il Palazzo Spada in piazza Capo di Ferro ospita l’omonima galleria, ricchi di dipinti del XVI e XVII secolo, e la curiosa falsa prospettiva del Borromini. Voluta da Bernardino Spada per rappresentare l’inganno e l’illusione delle grandezze terrene, fu realizzata nel 1653 dal Borromini insieme al frate Giovanni Maria da Bitonto.

Il contributo del frate, esperto di calcoli matematici, si rivelò determinante per la buona riuscita dell’opera. Per realizzare l’illusione utilizzarono la prospettiva solida accelerata: i piani convergono su un solo punto di fuga, le colonne si stringono mentre il pavimento sale e il soffitto scende. Se la sua altezza all’entrata è di quasi 6 metri, all’uscita sfiora appena i 2 metri e mezzo. Il risultato è che all’occhio umano questa galleria appare di circa 35 metri, mentre in realtà è lunga solamente 8, 82 metri. Originariamente era decorata con degli affreschi, ora troviamo il colonnato che accentua l’illusione e una piccola statua sullo sfondo, anch’essa all’apparenza molto più grande di quello che è in realtà. 


Chiesa di Santa Maria in Via (piccola Lourdes)

Un’acqua miracolosa che sgorga al centro di Roma? È la particolarità della chiesa di Santa Maria in Via o, per chi conosce la sua storia, della “piccola Lourdes”. Da più di 8 secoli romani e turisti da tutto il mondo vengono in questo luogo per prendere e bere l’acqua dalla sorgente. Ci troviamo a due passi dalla fontana di Trevi.

Qui nel 1256 c’erano le stalle del Cardinale Pietro Capocci. Una notte dal pozzo di una di esse cominciò a fuoriuscire dell’acqua e all’improvviso comparve una lastra di pietra con l’immagine della Vergine Maria. Chiese subito il permesso per costruire una piccola cappella per ricordare il miracolo. Successivamente venne eretta la chiesa attuale, di Santa Maria in Via, ma il pozzo è ancora lì, in una delle cappelle, pronto ad accogliere credenti o semplicemente curiosi. Per chi fosse più interessato al lato artistico la chiesa regala molti spunti. La facciata è realizzata in travertino e all’interno si possono ammirare quattro cappelle che custodiscono opere di artisti del calibro del Cavalier d’Arpino. 


Porta alchemica di piazza Vittorio

Una porta che condurrebbe in un luogo ignoto, decorata con simboli indecifrabili. È il mistero della porta alchemica, o magica, di piazza Vittorio Emanuele II. L’unico reperto di Villa Palombara, costruita sull’Esquilino a metà del ‘600 dal marchese Massimiliano Palombara, grande appassionato di esoterismo e alchimia. La villa in quegli anni è uno dei centri di studi della materia, con laboratori ed esperimenti condotti nei sotterranei.

La leggenda ha inizio quando un pellegrino viene ospitato nei giardini della villa. Sta conducendo degli studi sulla trasmutazione dell’oro partendo da dei fili d’erba. Alcuni giorni dopo viene visto attraversare la porta, lasciandosi dietro degli appunti con delle formule alchemiche e alcuni ciuffi trasformati in oro. Non riuscendo a decifrare gli appunti, Palombara decide di copiare i simboli sulle porte della residenza, nella speranza che un giorno qualcuno sia in grado di metterli in pratica. Delle 5 porte incise con le formule, quella di piazza Vittorio è l’unica rimasta ed è anche l’unica testimonianza di architettura alchemico-magica del mondo occidentale ancora esistente.